Note:
Le differenze tra la vecchia e la nuova definizione riguardano tre principali casi: a) i lavoratori in Cassa integrazione guadagni (Cig) non sono considerati occupati se l’assenza supera i 3 mesi, anche se percepiscono almeno il 50% della retribuzione; b) i lavoratori autonomi non sono considerati occupati se l’assenza supera i 3 mesi, anche se l’attività è solo momentaneamente sospesa; c) i lavoratori in congedo parentale sono classificati come occupati, anche se l’assenza supera i 3 mesi e la retribuzione è inferiore al 50%. In sintesi, la durata complessiva dell’assenza dal lavoro (più o meno di 3 mesi) diviene il criterio prevalente per definire la condizione di occupato. Non cambiano, invece, le definizioni di disoccupato e inattivo; differenze nella stima di tali aggregati possono tuttavia riscontrarsi come conseguenza del cambiamento di quella degli occupati.

Tasso di attività (pop 15-64) =  forze lavoro/popolazione in età lavorativa (15-64).

Leggere differenze nelle totalizzazioni sono dovute agli arrotondamenti.

 

Pubblicato il: 18 marzo 2022
Prossimo aggiornamento: marzo 2023
Fonti: elaborazioni Cdc di Varese su dati Istat, Rilevazione sulle Forze di Lavoro

Forze di lavoro: comprende le persone occupate e quelle in cerca di occupazione. Questa grandezza rappresenta le persone che sono attive sul mercato del lavoro poiché occupate o alla ricerca di un lavoro.

Occupati: sono le persone di 15 anni e oltre che hanno un’occupazione.

Nel dettaglio, comprendono le persone di 15 anni e più che nella settimana di riferimento:

– hanno svolto almeno un’ora di lavoro in una qualsiasi attività che preveda un corrispettivo monetario o in natura;

– hanno svolto almeno un’ora di lavoro non retribuito nella ditta di un familiare nella quale collaborano abitualmente;

– sono assenti dal lavoro (ad esempio per ferie, malattia, Cassa integrazione). I dipendenti assenti dal lavoro sono considerati occupati se l’assenza non supera tre mesi, oppure se durante l’assenza continuano a percepire almeno il 50% della retribuzione. Gli indipendenti assenti dal lavoro, ad eccezione dei coadiuvanti familiari, sono considerati occupati se, durante il periodo di assenza, mantengono l’attività. I coadiuvanti familiari sono considerati occupati se l’assenza non supera tre mesi.

Persone in cerca di occupazione: comprendono le persone non occupate tra i 15 e i 74 anni che sono alla ricerca attiva di un lavoro. Nel dettaglio:

– hanno effettuato almeno un’azione attiva di ricerca di lavoro (colloqui di lavoro, spedizione di curriculum, contatti con agenzie di selezione o CPI…..) nelle quattro settimane che precedono la settimana di riferimento e sono disponibili a lavorare (o ad avviare un’attività autonoma) entro le due settimane successive;

– oppure, inizieranno un lavoro entro tre mesi dalla settimana di riferimento e sarebbero disponibili a lavorare (o ad avviare un’attività autonoma) entro le due settimane successive, qualora fosse possibile anticipare l’inizio del lavoro.

Inattivi: comprendono le persone che non fanno parte delle forze di lavoro, ovvero quelle non classificate come occupate o in cerca di occupazione. Questa grandezza rappresenta le persone che non lavorano e che non sono interessate a lavorare e che quindi non sono attivi sul mercato del lavoro.

Settimana di riferimento: settimana a cui fanno riferimento le informazioni raccolte, ovvero la settimana che precede le interviste durante le quali vengono raccolti i dati.

Tasso di attività: rapporto tra le persone appartenenti alle forze di lavoro (attivi) e la corrispondente popolazione di riferimento. La somma del tasso di attività e del tasso di inattività è pari al 100 per cento. Il tasso di attività viene solitamente calcolato sulla popolazione dai 15 ai 64 anni e misura il grado di partecipazione della popolazione in età lavorativa al mercato del lavoro.

Tasso di occupazione: rapporto tra gli occupati e la corrispondente popolazione di riferimento. Il tasso di occupazione viene solitamente calcolato sulla popolazione dai 15 ai 64 anni e misura la quota di popolazione in età lavorativa che risulta avere un’occupazione.

Tasso di disoccupazione: rapporto tra le persone in cerca di occupazione e le corrispondenti forze di lavoro. E’ il principale indicatore del mancato incontro tra domanda e offerta di lavoro e misura la quota di persone che sono alla ricerca di un’occupazione sul totale delle persone attive sul mercato del lavoro.

Tasso di inattività: rapporto tra le persone non appartenenti alle forze di lavoro (inattivi) e la corrispondente popolazione di riferimento. La somma del tasso di inattività e del tasso di attività è pari al 100 per cento. Il tasso di inattività viene calcolato sulla popolazione dai 15 ai 64 anni e indica la quota di popolazione in età lavorativa che non partecipa attivamente al mercato del lavoro.